Torino barocca

Architettura Barocca a Torino: alcuni esempi

Committenti e architetti del barocco torinese

Una passeggiata nelle scenografiche piazza San Carlo e piazza Castello è sufficiente a farci sprofondare di quattro secoli, vero è che gli esempi più illustri di architettura barocca a Torino sono stati commissionati dalla dinastia sabauda a partire dalla fine del XVI secolo. Fu Carlo Emanuele I detto il Grande il più ricettivo al nuovo stile barocco: le sue spiccate attitudini belliche sarebbero state magnificate dai più brillanti architetti dell’epoca.

La trasformazione urbanistica della Torino di allora si deve soprattutto agli architetti Guarino Guarini, Filippo Juvarra e Bernardo Vittone, ai quali fu affidato il compito di illustrare la grandeur della dinastia sabauda. Grazie soprattutto a loro, Torino è diventata un centro barocco che unisce sapientemente gli stilemi romani e quelli francesi.

La Cappella della Sacra Sindone e i giochi ottici

Tra gli esempi più fulgidi di architettura barocca a Torino si staglia nella sua grandiosità la Cappella della Sacra Sindone, il cui progetto fu affidato a Carlo di Castellamonte e a suo figlio, ma nel 1667 Guarino Guarini subentrò ai lavori. Guarini si dedicò soprattutto alla cupola conferendole lo slancio tipicamente barocco che conserva oggi e che i Savoia si aspettavano da un’opera del genere. Tredici anni dopo la cappella fu inaugurata, mentre la Sindone vi fu trasferita soltanto alla fine del secolo.

Esternamente sono le linee arcuate orientaleggianti a indirizzare lo sguardo verso l’altro e anzi per un effetto ottico in perfetto stile barocco la cupola sembra più alta. Il gioco ottico è ripreso all’interno da sei livelli di archi che conducono lo sguardo del visitatore sempre più. La sensazione è che la cappella sia molto più alta di quanto lo sia effettivamente.

La Chiesa di San Lorenzo e la simbologia del numero 8

In piazza Castello si erge un altro esempio di architettura barocca a Torino, voluto anch’esso dai Savoia. Si tratta della chiesa di San Lorenzo, i cui lavori furono affidati alle maggiori figure del barocco torinese e cioè Ascanio Vittozzi, Carlo di Castellamonte e Guarini. Colpisce la mancanza di una facciata, la cui presenza ingombrante avrebbe compromesso la simmetria di piazza Castello.

A Guarini si deve la trasformazione della precedente pianta a croce latina all’attuale pianta centrale. La struttura è interamente giocata sul numero 8, simbolo del giorno perfetto e del giorno infinito: ottagonale è lo spazio, otto sono le cappelle e otto sono gli elementi architettonici che si ripetono fino alla sommità della cupola.

Palazzo Madama e il santuario della Consolata

Al servizio dei Savoia figurava anche Filippo Juvarra, a cui si devono altri capolavori dell’architettura barocca a Torino. Sono opera di Juvarra sia l’imponente e scenografica basilica di Superga, chiaro esempio di arte al servizio del potere, sia la maestosa scalinata e la facciata di Palazzo Madama. Questo prospetto è considerato una delle più notevoli realizzazioni del barocco settecentesco in ambito europeo, con il suo colossale cornicione e la teoria di finestroni a mo’ di galleria.

Altro significativo esempio di architettura barocca a Torino è il santuario della Consolata, alla cui realizzazione collaborarono in periodi diversi sia Guarini sia Juvarra. Al primo si deve la pianta ellittica, mentre la definitiva trasformazione barocca è opera di Juvarra che intervenne nella prima metà del Settecento e in particolare realizzò il nuovo altar maggiore e la cupola corredata di lanterna.

Palazzo Carignano e il santuario del Valinotto

Magnifico esempio di architettura barocca torinese è Palazzo Carignano, che non a caso fa parte del sito UNESCO Residenze Sabaude con Palazzo Madama e Palazzo Reale. Commissionato a Guarini da Emanuele Filiberto detto il Muto, Palazzo Carignano è noto per aver ospitato la seduta che sancì la nascita del Regno d’Italia. Di questo capolavoro colpisce il prospetto dalle linee sinuose che anticipa la torre ellittica e la pianta a U.

Chi più di tutti raccolse l’eredità di Guarini e Juvarra fu Bernardo Vittone, che contribuì fortemente a fare di Torino uno dei centri barocchi più sontuosi del Nord Italia. Molte sue realizzazioni presentano strutture elaborate come cupole all’interno di cupole e includono suggestivi effetti di luce. Valga per tutti l’esempio del santuario del Valinotto, chiesa barocca di sobria raffinatezza.

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